Il “bisogno” di conquistare e farsi conquistare

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coppia-primo-incontroNella terminologia comune si dice che ci sono caratteri forti e altre deboli, soprattutto riferendosi alla tendenza a cedere alla tentazione.

In realtà il discorso è molto più complesso: ci sono persone che hanno dentro di loro delle dinamiche estremamente complesse e queste creano tensioni maggiori, per questo cercheranno modi per “anestetizzare” un po’ la tensione. Come sempre tutto questo può essere trasformato cerchiamo di capire come e perchè.

Persone con dentro di loro spinte molto creative o portate all’esplorazione non staranno mai “in pace“, avranno sempre bisogno di provare emozioni nuove procurate dal viaggio, dalle varie rsperienze o dal conquistare o farsi conquistare.

E’ una sorta di buco atavico che non si sazia mai e che se non viene capito può far “perdere” dentro di sè la persona che rischia di credere che solo la ricerca di ciò a cui viene spinto dal grande buco sia reale, invece non è così.

In questa dimensione terrena abbiamo la necessità di radicarci per poter operare. Entriamo nel nostro corpo in seno ad una famiglia e ad un nucleo sociale della quale facciamo parte. Per poter proseguire con le nostre ricerche dobbiamo necessariamente prima di tutto essere in pace con queste due entità.

Se non è così il passaggio successivo sarà semplicemente una ricerca di anestetizzare l’ansia infinita provocata dalla non appartenenza. Attenzione sia alla famiglia che alla condizione terrena.

Ecco che la ricerca continua di conquista e di farsi conquistare (per poi possedere) è un ottimo sedativo. Salvo poi non essere una soluzione, infatti molti quando trovano la situazione “ideale” si annoiano… e ricominciano a cercare conquiste.

Per chi ha scelto che è “troppo dolorosa l’appartenenza” il viaggio può essere l’elemento anestetizzante.

Condizione simile anche se con sfumature diverse è quella artistica. La tensione è data dal fatto che non si sente mai di avere raggiunto “l’oggetto” del desiderio: l’opera perfetta!

Allora si studia, si cerca, si viaggia, si esplora si conquista…

La cosa divertente è che molti si confondono, nel senso che poi confondono con l’amore tutto questo ecco perchè si trovano ad essere inspiegabilmente innamorati di un sacco di persone (sono innamorati del grande buco).

In caso la persona sia artistica e con problemi di radicamento il gioco diventa veramente difficile, sarà necessario un lungo lavoro di ricostruzione della propria personalità e di imparare a vivere la propria artisticità in modo costruttivo, senza bisogno di attivare la parte più contorta per procurarsi lo stato catartico per produrre.

In realtà questa tensione interna è sana e il desiderio di conquista pure, salvo che poi non diventino ostacolo al radicamento.

coppia-primo-incontro-2Tutte queste persone in genere hanno talenti artistici, sono ricercatori, spiritualisti, sociologi, filosofi ecc.. sarà proprio nel loro talento che deve essere canalizzata la tensione.

Il gioco per vivere ed esprimersi al meglio è quello di esplorare in libertà ma sapere bene dove tornare e trovare non solo il guardaroba, ma il nido, il posto dove ci si sente accolti, dove ci si ritempra, ci si cura, ci si ricarica.

Alla fine non c’è la formula magica per l’equilibrio, ognuno ha il suo, ma se dobbiamo dare una direzione è nello stabile dinamismo. La necessità di un radicamento, di una pianta stabile e della possibilità di continua esplorazione, anche a livello emozionale che non necessita per forza un continuo “perdersi”. Fatto con coscienza vuol dire darsi la possibilità di conoscere altre persone, di esprimersi a livello emotivo senza togliere nulla al proprio nucleo.

In questo, anche leggendo alcuni scritti di grandi maestri, mi sento ormai di potermi esprimere, mantenendo una “pulizia sessuale”. Nel senso che la sessualità fa accedere ad una zona intima al di là della genitalità e questa va mantenuta dentro il nido. Non si tratta di moralismo, che tra l’altro non è da me, ma di ricerca di equilibrio espressivo. L’eccessiva promisquità crea eccessivo disordine. Io trovo che la danza sia un ottimo modo per potersi esprimere a livello di flirt anche erotico, raggiungendo stati estatici. L’arte in generale lo può far raggiungere. Bisogna però riuscire a non voler “possedere” colui o colei che ci ha tanto eccitato, si rompe l’armonia artistica, si toglie la purezza all’extasi.

L’extasi che si può raggiungere con l’amore sessuale è quella che si raggiunge con la persona che si ama e quel grado di fusione si raggiunge con una profonda conoscenza di ogni meandro, di ogni cantina buia di noi attraverso l’altro e dell’altro attraverso di noi...

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Una risposta »

  1. La costante ricerca di qualcosa che probabilmente non esiste è un pretesto per non prendere di petto se stessi: parlo di cose che conosco in prima persona.
    Mi riconosco talvolta nel senso di buco di cui parli ed è una sensazione certamente non piacevole.

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