Nella buona e cattiva sorte

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matrimonioRiflessione sullo stato delle famiglie di cui si parla tanto.

Analisi di una catastrofe…

Per l’Ordine dell’Amore nessun essere umano può restare fuori da una famiglia, questo significa che il concetto di Famiglia fa parte della legge divina.

Oggi non voglio entrare nel merito del patriarcale, matriarcale o come possa essere gestita, ma della sua esistenza e dello stato di appartenenza ad essa.

Oggi molti uomini si illudono di poter essere “fuori” da una famiglia e questo li fa sentire al sicuro dai “pericoli” che questa genera.

Questa illusione è alimentata dalla tecnologia che fa sembrare tutti in comunicazione e che aumenta invece lo stato di solitudine.

Appartenere ad una famiglia vuol dire accettarla in toto, nel bene e ne male, nella buona e nella cativa sorte.

Molti di noi hanno vissuto la dolorosa esperienza di malattia in casa. Ecco questo è uno dei casi in cui si sperimenta cosa vuol dire dover stravlgere la propria esistenza, le proprie priorità per seguire l’emergenza del familiare ammalato.

Oggi in questa società egoistica la gente pretenderebbe di godere dei bei momenti con la famiglia senza assumersi il carico di pesi che questa genera inevitabilmente.

Non esiste più lo spirito di sacrificio comune dove il tuo dolore è il mio dolore, il tuo errore è il mio errore.

Oggi si pretenderebbe di “starsene fuori” come se si potesse…

Il fatto è che non si può. Se si sta assieme si sta assieme nella buona e nela cattiva sorte e la famiglia a compartimenti stagni semplicemente non è famiglia.

Qualcuno di voi avrà sicuramente da opporre il fatto che ognuno è responsabile delle proprie azioni e che se non è giusto fare accollare ad altri il peso delle proprie scelte.

Analizziamo questo aspetto.

Da un lato è vero, ognuno è artefice del proprio destino e deve crescere e diventare responsabile delle proprie scelte.

Ma chi ha fatto costellazioni familiari sa che non esistono frasi tipo “ti diseredo! Non sei più mia figlia ecc..” Questo perchè energeticamente a chi è stato dato il ruolo di far crescere una certa Anima, mantiene il suo ruolo anche quando sembra che stia fallendo. Questo non significa che non si può essere duri quando serve, ma ci si “allontana restando”. Si fa provare all’altro la frustrazione per permettergli di capire, poi però si riaccoglie. E se non capisce…non importa, si ama.

Genitori e figli e fratelli spesso sono così. Non riusciamo a far capire loro delle cose…la risposta è solo una che vi piaccia o no e si chiama amore.

E’ facile amare un buon figlio, ma amarne uno scapestrato che si rovina con le sue mani no. Eppure qui c’è il grande gioco della Vita, nel creare queste grandi situazioni di accettazione. Se nella vostra vita vi trovate contornati di “dementi che non capiscono niente” la lezione non è tanto per loro, quanto per voi, probabilmente è il vostro orgoglio, la vostra arroganza, il vostro giudizio che deve essere smussato. Oppure siete anime Pie che vi siete messe a disposizione di altri per farli crescere, ma allora non avrete il problema dell’accettazione.

Lo spiega bene la parabola del Figliol prodigo raccontata da Gesù, il buon padre gioisce di fronte al ritorno del figlio che ha sperperato tutto. Perchè nella Legge divina è più importante la comprensione del proprio errore del risultato. Il buon padre non CONDANNA il figlio, lo ama e lo accoglie perchè è tornato ed è pronto a prendere il proprio posto nel Mondo.

Nella coppia il problema è più sottile, perchè ci si sceglie (forse). Però quando si crea un nuovo stato di famiglia questa segue esattamente le Leggi Divine di cui sopra.

Nella formula del matrimonio, infatti, si recita: “nella buona e nella cattiva sorte”, specificando proprio quello di cui ho appena parlato.

Spesso le coppie hanno squilibri reciproci: es. uno dei due molto pratico, una molto empatica e comprensiva. Amiamo proprio quella cosa dell’altro, il fatto che sa fare tanto bene quello che a noi proprio non viene e pretenderemmo anche di essere capiti nella nostra difficoltà con quell’aspetto della vita. Quando però il partner manifesta l’errore e mostra la sua incapacità dove noi siamo forti, molti anzichè reagire con accoglienza e amore giudicano e allontanano.

Da qui nasce il problema delle separazioni moderne. L’amore non esiste più, si sta assieme nella buona sorte, quando arriva la cattiva si comincia a dare di matto.

Ma spesso non si arriva proprio al concetto di famiglia. Gli adulti moderni il passo di dire “sì lo voglio, nella buona e nella cattiva sorte” non lo fanno più.

Oggi va tanto di moda “Ognuno si sciroppa i propri problemi”.

Il risultato è che il Mondo sta diventando un mondo di poveracci soli e abbandonati, pregate di stare bene sempre e di non avere mai bisogno di nessuno, perchè quando la Vita si accanirà su di voi capirete cosa poteva significare poter contare su qualcuno.

E pregate sempre che la Vita non si accanisca mai su di voi per vostro errore, perchè allora capirete cos’è l’odio e il disprezzo.

Bella società giudicante la nostra, che passa ore a guardare i processi tanto per poter giudicare anche quando non è il familiare il nostro obiettivo.

Non dico che l’imposizione di qualunque situazione sia ancora da accettare, certo che oggi abbiamo il diritto di ribellarci ai soprusi e di caricarci di pesi eccessivi, ma non occuparci più dell’altro non è la soluzione.

Siamo un clan, e il clan è determinato da prima della nascita, sia quello in cui nasciamo, sia, in parte, quello che creiamo dopo.

E’ solo un’illusione moderna quella di potersi non interessare.

Fatelo se volete, ma ricordatevi sempre che il conto arriva comunque…

 

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