Guariscimi!

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operatore-olisticoCosa si nasconde dietro una richiesta d’aiuto?

Certamente un disagio e questo è oggetto di profondo rispetto, ma a volte anche l’incapacità o la mancanza di volontà di assumersi la responsabilità del proprio benessere.

Ovvero di vivere il proprio dolore e il disagio, accettando lo stato di malessere, ascoltandolo e accogliendolo.

Questa capacità di sopportare i momenti di frustrazione si chiama contenimento. Ma da dove nasce l’incapacità di contenere il proprio dolore senza rovesciarlo fuori o addosso a qualcuno?

In genere nasce da qualcosa che non è avvenuto nel periodo della gestazione o nel periodo dei primi mesi di vita.

Il ventre della madre è il primo luogo in cui siamo contenuti, dove dovremmo sentirci al sicuro. Subito dopo la nascita sono sempre le braccia della mamma a garantirci l’accudimento e la protezione necessaria al nostro sviluppo.

Molte madri, però, per loro problemi o situazioni esterne non hanno saputo o potuto garantire questa sensazione di stabilità e di comfort.

Ecco che da adulti chiediamo supporto emotivo costante in ogni situazione di disagio trovandoci incapaci di affrontare i problemi da soli.

Solo che da adulti questo è inaccettabile e soprattutto l’enorme rischio è di trovarsi soli. Molte persone non si rendono conto che la causa della loro solitudine è l’incapacità di contenimento per cui le persone a cui si rivolgono trovano “troppo pesante” la loro presenza e le evitano.

La persona con difficoltà a contenere il proprio disagio tende a scaricarlo sull’altro, ma il ricevente non sempre è disposto a caricarsi del peso dei problemi di chi ha davanti, sentendosi tra l’altro accusato di essere egoista.

Chi fatica a contenere il proprio disagio tra l’altro è ben disposto ad aiutare gli altri, dietro c’è l’implicita richiesta di aiuto spesso inconscia, che quando non si riceve provoca profonda frustrazione e aggrava la cosa portando, spesso,  la persona a stati depressivi.

E’ una crescita che deve avvenire, la persona col disagio deve essere accompagnata ad assumersi la responsabilità della propria guarigone anche negando la costante presenza.

Ecco perchè terapisti e operatori olistici devono negare la costante presenza, essere a disposizione costante vuol dire non mettere la persona nella possibilità di crescere.

Ovviamente il lavoro va accompagnato, ma non bisogna cedere, e anche come amici non è un buon sistema quello di essere sempre disponibili.

A volte è giusto mettere un limite all’aiuto, non siamo noi a guarire nessuno:

OGNUNO HA LA RESPONSABILITA’ DI GUARIRE SE’ STESSO…CRESCENDO!

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