Guarire dalla sindrome degli antenati

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antenatiRipetizioni…

quando ci troviamo di fronte ad una situazione in cui ci siamo trovati già troppe volte questa è una ripetizione bella e buona.

I fatalisti pensano che sia “destino” e per certi versi lo è, nel senso che il nostro Destino gioca il ruolo di incastrare perfettamente le situazioni in modo tale che ci troviamo a cozzare e ad arenarci sempre allo stesso punto. Perchè?

Perchè vuole spingerci a superarlo.

Però è importante capire che molto di quel muro noi neanche lo conosciamo perchè non è stato costruito da noi.

Lo spiega perfettamente bene nel suo libro “La sindrome degli antenati” Anne Ancelin Schützenberger nella quale spiega come la nostra inconscia alleanza di sangue ci spinge a non “tradire” lo schema familiare. Molti di noi si ribellano a queste forze creando distanza tra sè e la propria famiglia pensando che ciò basterà a liberarli dal legame, ma la cosa quasi ridicola è che in realtà questa distanza rafforza lo schema che verrà quindi adottato senza rendersene conto.

Sembra una maledizione e per certi versi lo è perchè genera continua sofferenza.

Come fare a liberarsene?

Avendo il coraggio di assumersi la responsabilità del proprio ruolo nel meccanismo.

In genere ci troviamo impantanati con qualcun altro (che sia amore, amicizia o qualunque altra relazione non importa) ma la cosa che deve farci rizzare le orecchie è che quella situazione la conosciamo.

La nostra reazione istintiva è dare la colpa all’altro perchè ci sta facendo soffrire. Ma la domanda è: cosa ho messo in atto io perchè ciò accadesse?

  1. Subisco perchè ho paura di essere abbandonata.
  2. Fuggo perchè ho paura del rifiuto
  3. Allontano l’altro perchè proietto le mie aspettative.
  4. Non mi impegno perchè ho paura di fallire..

E così via, sono tutte situazioni che attrarranno ciò di cui ho paura.

Prendere coscienza del meccanismo, cercare di rimuoverlo anche a livello di memoria cellulare, ma soprattutto provare a cambiare schema, che vuol dire provare a fare quella così difficile per noi, che è lo stare nel disagio e mantenere la nuova linea di azione (può essere che le prime volte sia difficile o che si esageri, non è facile cambiare un modo di comportarsi quando abbiamo registrato altri comandi).

Quindi chi cerca sempre di risolvere al più presto una situazione spiacevole non lo fa e se la vive tutta aspettando che il tempo compia il suo lavoro. Chi appena si trova in una situazione di disagio chiude e non parla più cambia schema provando a parlare, ad esprimersi ad aprirsi…a fidarsi.

Non è facile, non  è immediato e non è detto che porti al successo pieno, può essere che chi per prima si libera dallo schema si trovi di fronte ad una persona che dentro allo schema ha deciso di restare. Probabilmente le strade si divideranno, ma chi è riuscito ad affrontarsi non si troverà più di fronte a quel conflitto.

Quindi onoriamo i nostri maestri di cammino, qualunque sia il percorso che affrontiamo con loro, e liberiamoci degli schemi.

Buon lunedì ventoso, che il vento spazzi via le nostre paure.

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