La costruzione della coppia

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amore litigarelloDal bel libro di Francesco AlberoniTi amo” riporto l’inizio del capitolo su “Fusione e individuazione” :

“Gli innamorati sono trascinati l’uno verso l’altro da una forza che tende a fonderli per creare una entità nuova, la coppia. Però ciascuno resta individuo per la sua particolarissima storia personale, con i suoi genitori, i suoi fratelli, i suoi oggetti d’amore, le sue credenze, i suoi sogni, le sue aspirazioni. Anche nel più grande degli amori c’è sempre scontro dialettico tra la forza che tende alla fusione e quella che tende all’individuazione. La prima vuole il compimento del guppo, la seconda il compimento dell’individuo. E’ per questo che gli innamorati appaiono estremamente altruisti ed estremamente egoisti. Ciascuno vuole fino in fondo la propria felicità, vuol strappare la propria felicità all’altro. Ma, per realizzare se stesso, deve volere l’altro, deve accettarlo, amarlo, plasmarsi su di lui. La straordinaria gioia che gli innamorati provano, permette di esercitare fortissime pressioni reciproche. Essi, in un gioco di spinte e controspinte, di avanzate e ritirate, di continue scoperte su se stessi, giungono a costruire una comune visione del mondo, e un comune progetto di vita”.

In questi giorni mi sono sentita spesso chiedere se la persona della quale è innamorata o invaghita la persona che ho seduta davanti è quella giusta.

La prima cosa da capire è se ci sono i sentimenti veri, anche da parte di chi pone la domanda (non è scontato).

Se questi ci sono la risposta è: è quella giusta se durante il processo di costruzione della coppia si è sufficientemente flessibili e disposti a mettersi in discussione per plasmarsi all’altro.

Ciò che siamo quando siamo soli va benissimo a noi stessi, le nostre rigidità, gli atteggiamenti acquisiti dal rapporto genitoriale non ci irritano in quanto è la nostra forma di difesa nei confronti dei rapporti primari, che spesso ci convinciamo essere il nostro carattere senza renderci conto che è una reazione.

E’ così che la ragazzina cresciuta nel disinteresse diventa aggressiva, il ragazzino cresciuto in un ambiente autoritario diventa sprezzante e finto indifferente, la ragazzina cresciuta in ambiente aggressivo glaciale diventa dimessa per poi avere scoppi di ira, il ragazzino che è stato svergognato dalla madre diventa un libertino.

Immaginiamo che i primi due da grandi formino la coppia 1. e i secondi la coppia 2.

Lo schema di difesa è semplice, dopo il primo periodo di passione:

coppia 1: il finto indifferente comincia il suo schema per recuperare quel potere che gli è stato tolto da piccolo, lei reagisce con aggressività perchè rivive quel disinteresse che l’ha tanto ferita.

coppia 2: il libertino comincia a interessarsi ad altre perchè sta entrando troppo in intimità e potrebbe rinnovarsi la sua vergogna, lei resta in una situazione devastante scoppiando però in ira quando il livello di tensione diventa insopportabile.

Nessuno dei protagonisti è così di carattere, è il reciproco dolore a creare lo schema adatto.

Se la coppia prosegue con queste basi si arriverà all’odio della quale parleremo più avanti.

Altra soluzione è lasciarsi rinunciando ad un ottima occasione per liberarsi.

Ultima possibilità è riconoscere il proprio schema e provare a trovare una nuova modalità per esempio:

coppia 1. Lei (usa il potere femminile per insegnare la via dell’amore) rinuncia all’aggressività per provare a mostrare con amore lo schema. Lui prova a porre attenzione alla coppia nella quale non è più in competizione ma in costruzione.

Coppia 2. Lei prova a conquistare la fiducia di lui, lui prova a mostrarsi veramente…

Non è facile, ma la nuova era chiede soluzioni nuove.

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