Il senso di sè

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Dipinto Nuova VitaMi sembra quasi un de javù: anche l’anno scorso ci ho messo quasi un giorno a fare il punto della giornata di ieri e di ciò che mi ha lasciato.

Ormai ho capito che la Festa del Fuoco per me è molto di più di un rito. E’ il momento dell’anno in cui determino la direzione che prenderà il resto dell’anno. E’ il momento in cui si decide se proseguire la stessa strada, se cambiarla o se rettificarla.

Le emozioni in gioco sono tante: quest’anno il tempo avverso su tutto il Veneto tranne a Correzzola, i disguidi tecnici, il freddo e alcuni errori di valutazione hanno contribuito non poco a rendere difficoltose le esibizioni…

Ecco che partono i dubbi atavici che (almeno io) ho da sempre: che senso ha ciò che faccio…che senso ha ciò che sono!

Giusto questa mattina si parlava di quali sono i bisogni primari dell’uomo e sono: cibo, salute, sesso. Quindi il panettiere ha una funzione primaria, l’infermiera ha una funzione primaria, la parrucchiera che ti aiuta ad attirare l’uomo a questo punto ha una funzione primaria…e io? Che funzione ho io? Che funzione ha ciò che faccio? Che funzione ha la Festa del Fuoco? Che funzione ha Amasra? Secondaria?

E poi dai, scaviamo ancora un po’ di più, ieri ho letto una lettera aperta attribuita a Bred Pitt, dove spiegava di come il rapporto con Angelina fosse stato seriamente in crisi perchè lei stava sempre più male ed era sempre triste, così dopo un po’ lui decise di provare l’arma dell’amore e cominciò a lodarla, coccolarla, farla sentire speciale e al centro della sua attenzione. Così lei si è ripresa, è tornata a sorridere e a ricambiarlo con un amore smisurato. Alla fine lui dice:”Ho capito che la donna è il riflesso del suo uomo, se lui la ama, lei lo amerà da impazzire”. La mia reazione è stata li per li controversa, poi ne ho colto la profonda verità. Noi donne moderne cerchiamo la liberazione dei nostri talenti liberandoci dall’uomo perchè lo vediamo fonte di repressione, invece non è con il rifiuto che otteniamo ciò che profondamente vogliamo: il loro sguardo innamorato, è con l’accettazione che è ciò che ci fa muovere e in coscienza liberarci dal legame sottile con il senso del giudizio perchè non otteniamo quello sguardo…soprattutto per quelle donne che quello sguardo non l’hanno ricevuto dal loro primo grande innamorato. E allora se ci sono stati contrattempi non sono meritevole di lode…e così il cuore fa male…ma di un dolore antico…che batte dentro…

La profonda verità è che ogni prova ci mette a confronto con quanta parte di noi si è liberata dal bisogno di approvazione…

Poi, al dopo festa, caricando scatoloni in macchina prendi una botta in testa e ti soccorre una ragazza dolce che ti spiega il motivo per cui fai cio che fai, per cui sei ciò che sei: “Ieri sera sono stata bene!

E così pensi che erano sì “solo” un centinaio di persone, che ci sono sì stati disguidi tecnici, ma che di quei 100 quasi tutti si sono alzati per fare il rito e quasi tutti hanno alzato con trasporto la loro mano con il loro sassolino dentro…e così capisci che stare bene non è secondario, è come nella puntata di Super Quark dove si spiegava che solo un quinto di ciò che muove l’Universo è visibile e misurabile il resto è inspiegato ma li dentro si racchiude la chiave del movimento.

Perciò con umiltà raccolgo la presa di coscenza che abbiamo dei limiti della quale ci dobbiamo rendere conto e della quale dovremo in futuro prendere atto, ma che abbiamo dei talenti che vanno coltivati e sono utili, sono inspiegati, ma muovono l’Universo!

 

 

 

 

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