E ti lascio andare…

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mamma e bimbo ragnatelaStammi vicino, stammi molto vicino…

Non andare, da solo non te la puoi cavare…

fatti guidare…

ma chi ha bisogno di chi?

Sei tu che hai bisogno di me e son io che ho bisogno di te?

Gabbie cucite su bimbi al nostro cospetto

donne svilite che si dan valore coi figli

donne imbruttite dal bisogno d’amore

che amore non è…

Giorni in cui colgo il valore della libertà del cuore…

da donare a chi si vuol veramente amare…

e così ti lascio andare…

ad imparar da solo dal tuo cammino,

a cadere e rialzarti fino al mattino.

T’ho ingabbiato e adesso ti vorrei libero…

ti ho soffocato e adesso ti vorrei audace…

 

Il tempo del rumore per me è finito

non posso più non saper cos’è il soffio di un cuore contrito

odo gli antichi echi che mi chiamano al mio ruolo

“Donna tu sai che ti è stata donata una chiave, vai

e libera l’erore…liberalo lasciandolo andare…”

 

Salgo l’antica rupe,

il vento mi soffia tra i capelli,

le leggere vesti svolazzan come bandiere

il mio sguardo si posa sulle colonne fiere…

Vai mio eroe e trova il tuo porto

solo dopo aver solcato i mari e conosciuto le Chimere

potrai scegliere in quale nido fermarti

solo dopo aver ascoltato il canto delle sirene

potrai sceglier di sederti attorno al focolare

Io torno dentro a tesser la tela…

conosco già tutta la trama…

ma la storia si deve compiere…

 

 

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