L’etica dell’operatore di Luce

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operatrice di luceOre 14.00, arriva da me una signora che non avevo mai visto, è stata mandata da una sua amica “a quella signora tanto brava che vede tutto!”. Ogni volta che sento queste parole rabbrividisco e spero di farmi capire quando dico che uso i tarocchi come mezzo ma non leggo come da cartomanzia classica…

Il sorriso della signora mi sconforta… vado però avanti ricordandomi dell’incontro con una maestra spirituale che mi ha redarguita dal non giudicare chi si presenta a me e rispettarlo e rispettarne le credenze.

Perciò cerco di aprire il cuore e di approcciarmi con amore a svolgere il mio compito.

Alzo gli occhi e chiedo alla signora:

Cara Signora, cosa la porta qui da me?

Mi hanno detto che ho la diverticolite, devo andare a fare le analisi la settimana prossima, ce l’ho?

Non ho idea di che faccia ho fatto, ma di sicuro ho sgranato gli occhi incredula. La signora invece mi guardava ansiosa per la “terribile sentenza” e in quel momento ho capito come fanno tanti poco raccomandabili fattucchieri a spillare soldi alla gente.

Cari operatori e operatrici di luce, couselor, naturopati ecc. vi prego, ricordiamoci sempre che se abbiamo ricevuto un dono non è per abusarne. La persona che si rivolge a noi ha fiducia nelle nostre capacità e noi abbiamo una grossissima responsabilità rispetto ciò che diciamo.

La gente poi va a casa e agisce e decide in funzione anche del consiglio che noi abbiamo elargito.

Noi non abbiamo nessun diritto di abusare del potere che abbiamo sulla mente di una persona dalla volontà più debole della nostra.

Se è pur vero che un adulto è responsabile delle proprie decisioni, è anche vero che quando si è in stato di bisogno si è manipolabili.

La nostra etica deve sempre essere quella di aiutare la pesona a trovare le risorse in sè per risolvere i loro problemi, ricordiamoci però che non tutti sono allo stesso grado di evoluzione e che non si può pensare che in breve tempo una persona possa liberarsi dalle proprie programmazioni al punto di affrontare di petto paure o malattie con successo.

Impariamo a rispettare i limiti delle persone che si rivolgono a noi, senza tornare alla pessima abitudine del paternalismo ma allo stesso tempo senza pretendere che arrivino all’illuminazione quando illuminati non lo siamo neanche noi.

Allora impegnamoci tutti ad usare coscenza quando usiamo i nostri doni!

 

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