La misura del limite

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20141021_134813Ore 1.00 di notte, rientro dall’ennesima splendida serata di corso, esausta come la batteria della mia macchina che ha ceduto e convinta che la giornata non avesse più sorprese da riservarmi, invece mi accorgo che uno dei miei gatti ha un topolino in bocca. Niente di strano direte voi, se non fosse che il gatto in questione è Tom.

E chi è Tom? E perchè dovrebbe essere straordinaria la sua storia? Dai, prendetevi due minuti che ve la racconto, non ve ne pentirete!

Febbraio 2014 Bianchina, una delle mie gatte, partorisce 4 topini bianchi (scusate ma sembravano proprio topi) Tutto procede bene finchè un’attimo di mia distrazione è sufficiente per permettere a Gaia, la mia cagnolina, di avvicinarsi alla nidiata. Gaia soffre di parti isterici da sempre e (credo) volesse adottare i cuccioli…con una bocca da cane se li è portati in cuccia, tutti tranne uno perchè sono arrivata a chiudere la porta e a salvarlo. I tre trasportati sono stati soffocati durante il tragitto. Il topino bianco meno prestante è sopravvissuto.

Io sono perplessa, osservo il gatto e penso che probabilmente non sopravviverà comunque. Ma il piccolo, nonostante la madre dopo il trauma lo abbia rifiutato, nonostante la difficoltà iniziale a farlo crescere, continua a vivere.

Una signora esperta di gatti mi da anche la notizia che il gatto è sordo venendo a confermare i miei dubbi. Io continuo ad osservarlo perplessa pensando alle mille ragioni per cui sarebbe morto presto. Avverto Beatrice, mia figlia, di non affezionarsi troppo, che la vita a volte è dura…

Tom cresce, cresce, cresce e …cresce diventando un gattone bianco bello ma…inutile. Almeno così l’ho ribattezzato io perchè si dimostra incapace di cacciare e del resto con quell’handicap!

Convinta che il gatto stia sopravvivendo solo perchè ci sono io (un po’ di sano delirio di onnipotenza non guasta mai) arrivo a ieri sera quando si presenta orgoglioso del suo topolino in bocca.

Ho reagito con lo stesso entusiasmo di quando mia figlia pronunciò la prima parola: che emozione!

Ma soprattutto che lezione!

Lo avevo condannato senza neanche dargli la possibilità di dimostrare il contrario proprio io che da sempre dichiaro che l’handicap sta nella nostra testa quando ci diamo noi dei limiti perchè nella mia vita ho avuto tantissime dimostrazioni che persone con un problema fisico possono dare anche di più di chi è sano.

La vita mi ha regalato l’ennesima dimostrazione che un handicap è tale se ci lasciamo fermare da un limite fisico, le risorse per vivere e agire le abbiamo e non dobbiamo far altro che usarle.

E se può una persona con un limite fisico è quasi DOVEROSO per chi il limite fisico non ce l’ha!

LA MISURA DEL NOSTRO LIMITE LA DECIDIAMO NOI IN BASE ALLE NOSTRE SCELTE E ALLA NOSTRA VOLONTA’ DI REAGIRE!

 

 

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