Nel nome del Padre…

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imparatoreNel nome del padre…”

Praticamente una sentenza! Quanto peso ha quel padre nel formarsi del nostro senso del giudizio. Non importa quale padre abbiamo avuto; oggi, solo oggi, ho capito che il peso del padre è il peso del padre collettivo. Anche in questo il maschio e la femmina differiscono. Mentre la madre è proprio la nostra che influenza il nostro senso del nutrimento, il padre ci influenza come rapporto rispetto al sociale. Lo confrontiamo con il senso di PADRE granitico, infallibile, inossidabile che si è creato il sentire collettivo. Perciò a seconda se nostro padre è stato un uomo RETTO ci infonderà una sensazione di inadeguatezza, se è stato un debole, un perdente, diventeremo ipercritici con volontà soffocanti e manipolatorie, se è stato ambiguo ci genererà confusione e così via.

Mi rendo conto che il GRANDE GIUDICE interiore manipola costantemente le nostre vite, non ci rendiamo conto di quanto influenzati siamo da questa figura con la quale prima abbiamo confrontato nostro padre e poi abbiamo confrontato noi stessi.

nel nome del padreHo avuto l’illuminazione ricordandomi uno splendido film del ’93 “In The Name of the Father“, Nel nome del padre, appunto; film che vidi proprio con mio padre quell’orribile notte che lo trovai riverso in una pozza di sangue.

La cosa allucinante è che in quel momento lo odiai e per quell’odio mi trascinai anni di sensi di colpa. L’ho odiato perchè l’ho giudicato debole. Nel momento più estremo il primo pensiero che si è generato in me è stato il giudizio per la sua mancanza di volontà.

Il giudizio avvelena le nostre vite e possiamo noi far finta di non esserne schiavi, lo siamo e il brutto è che non ne siamo neanche consapevoli.

E facciamo di tutto per rigenerare quelle situazioni: perciò persone ipercritiche cercheranno persone deboli da giudicare e per provare profonda delusione, persone deboli cercheranno persone ipercritiche per rafforzare il senso di inadeguatezza che sentono con l’illusione che la falsa forza dell’ipercritico li renda più sicuri.

Siamo vittime dei nostri stessi meccanismi, e il più grande e difficile da disinnescare è proprio il GIUDIZIO!

Noi di danze sacre abbiamo già individuato il percorso che inizierà a settembre, voi che non sarete con noi cercate un modo per uscire da questa trappola mortale, perchè non c’è vera vita dove c’è giudizio!

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